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TEMI

Le direttrici di sviluppo sulle quali sarà costruito il Piano Strategico d’Area Vasta Brindisina si strutturano su alcuni focus tematici che danno maggiore specificità e obiettivi più mirati alle scelte strategiche di fondo. Dunque, ciascuna direttrice digrada in più vettori che indicano con maggiore precisione il campo sul quale si è scelto strategicamente di intervenire, attraverso una serie di specificazioni che insieme formano l’impalcatura essenziale del Piano Strategico (in dinamica dal generale al particolare).

L’internazionalizzazione dei processi economici vuol significare rapida e intensa apertura alle economie del Mediterraneo (dai Balcani al Medio Oriente e alla costa nord-africana), a quei paesi cioè che nei prossimi anni avranno una crescita più sostenuta grazie ai programmi di inclusione economica e di incentivo per le economie più deboli messe in cantiere dall’Unione Europea e che, tra l’altro, guardano con ammirato interesse al Made in Italy e alle specializzazioni produttive più territoriali.
L’internazionalizzazione deve diventare in breve tempo un valore per l’economia dell’Area Vasta, soprattutto rispetto ai due settori che permettono di “vendere” bene il territorio: quello agroalimentare e quello del turismo che, pur non rappresentando le punte d’eccellenza del sistema economico brindisino, in un’ottica di promozione del territorio risultano i più “identificanti”.
Ciò che spinge verso l’internazionalizzazione è anche la presenza di percorsi e di progetti già attivati, specie con paesi come Grecia e Albania che rappresentano, per i settori specificati, partner privilegiati del nostro Paese.
Per il manifatturiero-agroalimentare, in particolare, occorre puntare sulla salvaguardia della tipicità e dell’identità produttiva locale, aggredendo il mercato con un giusto piano di marketing strategico. Il Made in Italy costituisce senz’altro una formidabile “scia strategica” per l’agroalimentare brindisino.

La Qualità della Vita (QdV) passa attraverso la riqualificazione dei processi produttivi impattanti, nell’ottica di contenerne le ricadute sull’ambiente e garantire la qualità dell’ecosistema urbano e della salute dei cittadini. L’inserimento dell’area industriale di Brindisi tra i siti inquinati di interesse nazionale, di cui alla Legge n. 426/98, ha tra l’altro concorso negli ultimi anni a distogliere o raffreddare l’iniziativa produttiva.
La mobilità è un altro fattore che incide sensibilmente sulla QdV: la direttrice comprende, nel merito, il raccordo del sistema delle infrastrutture di trasporto alla scala regionale e alla scala provinciale.
Le infrastrutture viarie e logistiche, i collegamenti ferroviari e aeroportuali, orientati alla fruibilità estesa (reti di percorsi), hanno un peso sempre più rilevante sull'organizzazione della vita quotidiana e del lavoro e sulla integrazione della città nelle funzioni territoriali più estese (si pensi alla stessa organizzazione economica per aree vaste), che in futuro rivestiranno un ruolo viepiù centrale nella progettazione/applicazione dei modelli di sviluppo.
Secondo le indicazioni del Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, l’obiettivo centrale per l’Europa è quello di divenire, entro il 2010, “L’economia più competitiva al mondo, basata sulla conoscenza, capace di una crescita economica sostenibile, con più posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”.
Oggi, i paesi emergenti sulla scena mondiale, anziché affidare lo sviluppo alla tradizionale catena di crescita (agricoltura, industria pesante, alta tecnologia), investono risorse direttamente sui settori più innovativi.
In questo quadro evolutivo si inserisce il tema delle infrastrutture di servizi (dalle reti di servizi sanitari e di inclusione delle persone a rischio di marginalità sociale agli interventi mirati alla legalità e sicurezza a favore del territorio, dei cittadini e delle imprese, dalle attività culturali e di spettacolo, intese al recupero dei luoghi della memoria allo sviluppo dell’ICT che comprende la realizzazione delle infrastrutture a banda larga, la diffusione del digitale terrestre e della telefonia mobile di terza generazione e l’erogazione di servizi multimediali avanzati) che, sottesa la costante della sostenibilità e dell’innovazione, favorisca l’ottimizzazione, l’aggiornamento e la riqualificazione dei servizi esistenti.
Ultimo tassello della QdV è il rilancio delle capacità competitive del sistema territoriale, interventi di varia natura diretti a connettere il territorio con gli scenari competitivi più vasti che la modernità e i processi economici impongono, attraverso la valorizzazione delle qualità tipiche filtrate dalla storia, il miglioramento del sistema di trasporto urbano, i piani integrati di sviluppo urbano e territoriale.

La direttrice relativa all’accelerazione della crescita economica si stempera nella intensificazione del tasso di espansione, nella integrazione delle maggiori filiere produttive e di collegamento industriale e nella promozione della rete degli attrattori culturali e naturali.
La dinamica di espansione deve riguardare direttamente due settori, ovvero due fasi, della filiera industriale: l’infrastruttura della conoscenza e lo sviluppo dell’innovazione, attraverso il sostegno alle attività di ricerca delle imprese e interventi volti al potenziamento delle tecnologie digitali, e l’industria della produzione che invece capitalizza i valori della conoscenza, attraverso incentivi alla competitività delle imprese e alla diffusione dell’ICT nelle piccole e medie imprese (PMI).
Il sostegno alle principali filiere produttive prevede misure a favore del turismo, un settore con forti potenzialità di sviluppo grazie al qualificato e diffuso patrimonio storico-culturale e ambientale che fanno dell’area di Brindisi la naturale “Porta del Salento” (anche in considerazione della presenza del porto, dell’aeroporto e del porticciolo turistico), proiettata verso un’altra area di attrazione come quella jonico-salentina; misure a favore dell’industria, incentrate sul rafforzamento dei nodi portuali, sull’organizzazione della retroportualità con cui le imprese siano funzionalmente collegate, sull’adeguamento degli agenti inquinanti al piano prescritto dalla normativa nazionale (D.P.R. n. 203/88) e infine sulla premialità delle piccole imprese che, nell’orbita della nuova offerta del polo chimico brindisino, procedano a rafforzare le strategie di innovazione e di internazionalizzazione dei prodotti/mercati; infine, misure a favore del comparto agricolo, fortemente penalizzato dal lento adeguamento a più moderni modelli di conduzione dell’impresa agricola, attraverso l’impiego del Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale 2007-2013.
Ultimo tema legato alla garanzia della crescita economica è la promozione della rete degli attrattori culturali e naturali, che mira a migliorare l’attrattività territoriale e a creare opportunità di crescita e occupazione attraverso la valorizzazione delle risorse culturali, naturali e con il pieno sviluppo delle potenzialità turistiche del territorio.


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